Procedure semplici per far valere i tuoi diritti

Benché il servizio delle compagnie aeree sia mediamente migliorato negli ultimi anni, capita ancora spesso che si verifichino disagi e disservizi che rischiano di condizionare pesantemente, se non addirittura rovinare le nostre vacanze; ma quali sono i casi in cui è lecito chiedere alla compagnia aerea un risarcimento e a quanto ammonta l’indennizzo? Cerchiamo di analizzare i casi più comuni. I problemi che un viaggiatore può incontrare sono vari dal volo in ritardo, un bagaglio perso, un volo cancellato vediamo insieme alcuni aspetti.

Il più frequente dei disagi ai quali si può andare incontro in aeroporto è sicuramente il ritardo nella partenza del volo: in caso di atterraggio con più di tre ore di ritardo, il passeggero ha diritto, oltre a ricevere pasti e bevande, ad un risarcimento pecuniario in rapporto alla lunghezza della tratta: €250 per tratte inferiori ai 1500Km, €400 per tratte intercontinentali comprese tra 1500Km e 3500Km e per tutte le tratte domestiche superiori ai 1500Km, o €600 per tratte intercontinentali superiori ai 3500Km.

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Lo stesso indennizzo, oltre al rimborso del biglietto e l’imbarco sul primo volo utile successivo, si applica anche in caso di cancellazione del volo. Tuttavia, sia in caso di ritardo prolungato che di cancellazione, i rimborsi non vengono erogati se la compagnia aerea dimostra che il disagio è dovuto a cause di forza maggiore.
Un’altra tipica disavventura ‘da aeroporto’ consiste nel cosiddetto “Overbooking”: alcuni vettori, infatti, consentono di prenotare per ogni volo un numero di posti superiore rispetto a quelli effettivamente disponibili sull’aeromobile, poiché sanno che statisticamente alcuni passeggeri non si presenteranno al check-in; capita quindi talvolta che i posti disponibili non bastino per tutti i passeggeri, e che a qualcuno venga negato l’imbarco. In questo caso, oltre all’assistenza gratuita ed all’imbarco su un volo successivo, al passeggero spetta un indennizzo, il cui importo è uguale a quello dovuto in caso di cancellazione del volo.
Soprattutto in caso di di voli con scalo, può capitare che il bagaglio da stiva non venga riconsegnato ai nastri trasportatori dopo l’atterraggio; di solito, fortunatamente, la valigia viene recuperata già nelle 24 ore successive, e nella maggior parte dei casi viene comunque reperita entro tre giorni e recapitata a domicilio. Se ciò non dovesse accadere, comunque, la compagnia aerea ha l’obbligo di emettere un rimborso fino a €1167 o di 20€ per ogni chilogrammo di peso del bagaglio (a seconda che la compagnia abbia aderito o meno alla Convenzione di Montreal).
Purtroppo, non tutti i viaggiatori sono a conoscenza dei propri diritti in caso di disagi in aeroporto, e molte persone rinunciano a presentare reclami semplicemente perché non sanno come muoversi. Esistono comunque agenzie specializzate proprio nel dare supporto a chi ha vissuto queste spiacevoli esperienze e nell’accompagnarlo nella richiesta di risarcimento.

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