Alla scoperta del Messico

La natura lussureggiante dei tropici, i misteri che ancora oggi aleggiano intorno alle affascinanti rovine Maya, i colorati villaggi degli indigeni, persone straordinariamente accoglienti e sorridenti: questo è il Messico che ricordo. Per il nostro viaggio in Messico abbiamo optato per le lande più meridionali del paese centroamericano, lo Yucatan, una terra antichissima che da sempre evoca la forza e l’austerità delle popolazioni che qui si sono succedute nei secoli. È stato un viaggio speciale, indimenticabile, foriero di emozioni forti e che ci ha messo in contatto con la natura più vera. Abbiamo trascorso alcuni giorni di pura avventura nella giungla, optando per alcuni brevi itinerari organizzati che ci hanno condotto fin dove non avremmo mai pensato di arrivare. Ma partiamo dall’inizio del viaggio: abbiamo optato per un volo per Villahermosa, la città più grande dello stato del Tabasco, a poca distanza dal Chiapas. Appena scesi dall’aereo ci siamo affrettati a noleggiare un’automobile: inutile sperare di potersi affidare agli autobus locali.
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Dopo una notte trascorsa in un villaggio dedicato all’ecoturismo ed una breve sosta presso le meravigliose cascate di Agua Azul, una sorprendente coreografia di acque turchesi che formano laghetti balneabili, riprendiamo il viaggio verso la parte più affascinante della vacanza: Palenque ed il suo sito archeologico. Qui sono conservate alcune delle strutture e delle sculture più belle che i Maya abbiano realizzato, e pensare che la maggior parte del sito originario è tuttora sconosciuto perché ancora avvolto dalla foresta. Qui, gli edifici più imponenti sono il Tempio del Sole, il Tempio delle Iscrizioni, monumento funebre dedicato al sovrano Pacal nel 675, ed il grande Palazzo, una struttura composta da diversi edifici comunicanti collocati su una terrazza artificiale. La quantità di statue e bassorilievi e l’imponenza della foresta pluviale formano un connubio che toglie il fiato. Ripartiti alla volta dello Yucatan, dopo due giorni di viaggio raggiungiamo Uxmal, altro sito Maya a circa 170 chilometri da Campeche. Fondata nel VI secolo, Uxmal visse il suo periodo di massimo splendore nell’epoca classica della civiltà Maya, quando lo stile Puuc raggiunse un elevatissimo livello qualitativo nelle decorazioni. Le imponenti strutture, di cui un esempio è la Gran Piramide alta ben 32 metri, riescono a catapultarci in un mondo senza tempo, onirico, memorabile.

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